Archivio Mensile: novembre 2016

Serata Fisar per Amatrice

15016295_678482775647769_4569897574935775893_oContinua l’attività sociale ed associativa della Delegazione Fisar L’Aquila. Sabato 19 novembre alle ore 20, vi sarà un importante incontro a Scurcola Marsicana presso la Locanda Incantata. Una serata enogastronomica alla scoperta del sapore, dove la cucina tipica e della tradizione di Alessia e zia Silvana incontra i vini della Fattoria Buccicatino.

La serata è dedicata al terremoto di Amatrice. Infatti durante la cena verrà consegnato, alla Presidente dell’Associazione “Amatrice siamo noi”, il ricavato della racoclta fondi che si è svolto il 15 e 16 ottobre, in occasione della manifestazione “La Marsica Accoglie Amatrice” organizzata dalla Fisar, in collaborazione con la Pro Loco di Avezzano.

Saranno presenti Susanna Lombardi, Presidente dell’Associazione “Amatrice siamo noi”; Ernesto Berardi, Assessore del Comune di Amatrice, Edoardo Tudico, Presidente Pro Loco Avezzano; Umberto Buccicatino titolare dela Fattoria Buccicatino; Giuseppe Caudai, segretario Fisar.

Una serata incontro all’insegna della solidarietà e della qualità del territorio.

FISAR Delegazione L’Aquila

226138587527804La Fisar L’Aquila è una delegazione giovane ma si è già imposta nella regione Abruzzo come una realtà attiva e funzionante. I dati sono li a supportare questo ragionamento.

La delegazione nasce ufficialmente il primo giugno 2012 con la nomina a commissario di Marcello Carrabino eletto e rieletto fino ad oggi delegato. La delegazione nasce con un nucleo storico formato da Marcello Carrabino, Giuseppe Caudai, Marco D’Alessandro, Germano Febo, Ludovica Caudai, unito nell’intento di far sviluppare la cultura del sommelier nella provincia di L’Aquila e nella regione Abruzzo.

In questi anni sono stati organizzati già sei corsi dove si sono diplomati 44 sommelier. Alcuni sono ancora in corso come quello di Avezzano e di Vacri in provincia di Chieti. E’ in partenza un corso in provincia di Teramo ed è stata lanciata la promozione per un ulteriore corso da organizzare ad Avezzano.

I soci FISAR attualmente sono cento, in alcuni momenti la delegazione ha avuto anche 187 soci.

E’ stato stipulato un protocollo di intesa con la delegazione Borghi Autentici d’Italia sezione Abruzzo per organizzare e divulgare la cultura del vino nella rete BAI.

E’ stato organizzato un mini corso di avvicinamento al vino per gli studenti dell’Istituto Alberghiero di Cave in Provincia di Roma. Collaborazione che potrebbe continuare anche nel corso dell’attuale anno scolastico.

Per la crescita professionale dei soci sono stati organizzati vari incontri di approfondimento e degustazione come: grandi vini rossi, grandi vini bianchi, spumanti, vini passiti, ecc. e si sono organizzati vari incontri per approfondire il rapporto cibo-vino in vari locali del territorio.

La Delegazione ha partecipato o organizzato anche presenze professionali nelle varie manifestazioni e sagre della zona come: La vie delle cantine di Rocca di Botte, Carsoli, Ovindoli, Pietrasecca, Celano, Santa Jona, Roccavivi, Slow food L’Aquila, Rosciolo, Arsoli, Scurcola Marsicana, Avezzano, Pescina, ecc.

Partecipazione alla manifestazione “Tirreno CT” dove la delegazione dell’Aquila ha presentato i vini abruzzesi. Ha partecipato anche nella giuria per la selezione mondiale del pizzaiolo senza fontiere, con una sommelier nella valutazione dell’abbinamento vino-pizza.

Organizzazione di incontri culturali ad Avezzano su cinema e vino.

Partecipazione a incontri sociali sul bere bene con associazioni locali.

Raccolta di fondi per il terremoto di Amatrice, per l’associazione “Il Girasole” e all’associazione “Edoardo Marcangeli” impegnata per la ricerca sul cancro.

Partecipazione ad iniziative del Gambero Rosso a Roma.

Molte altre sono state le iniziative a cui ha partecipato la delegazione Fisar dell’Aquila.

Oggi la delegazione sta lavorando per potenziare la struttura, per avere un valido e proficuo rapporto con i soci, per superare alcune criticità (una per tutte la necessità di coprire un territorio, quello regionale, troppo vasto).

Attualmente il Consiglio di Delegazione è così formato:

Delegato: Marcello Carrabino

Segretario: Giuseppe Caudai

Tesoriere: Germano Febo

Responsabile dei Servizi: Marco D’Alessandro

Consigliere: Mariapaola Di Cato

Consigliere:: Giancarlo Lo Re

Consigliere: Angela Palombo

Consigliere: Dante Spezialetti

 

Tre bicchieri, terremoto e solidarietà

img_1498Il n^ 44 del settimanale economico del Gambero Rosso “trebicchieri” si occupa ampiamente di vino e terremoto. Nell’articolo di fondo Gianluca Atzoni pone l’accento sul terribile botto di fine ottobre “il vino è salvo ma nelle cantine si contano i danni”. Sono circa 170 le cantine coinvolte e il racconto del titolare della cantina Belisario sintetizza il dramma: “durante il terremoto la struttura ha tenuto ma in cantina i piedi dei serbatoi in acciaio, contenenti il verdicchio in fase di affinamento, sono stati sbalzati in aria e ricadendo si sono piegati. Ma non abbiamo subito perdite di prodotto, che è stato travasato…”. La rivista più avanti si occupa del terremoto di Amatrice e dell’importante lavoro di solidarietà organizzato dalla FISAR l’Aquila. L’articolista Andrea Gabbrielli ha raccontato come la nostra delegazione si è attivata per mettere a disposine delle zone terremotate l’impegno sul vino. Va ricordato che l’iniziativa è stata possibile per la dedidizione dei soci fisar l’Aquila, ma in particolare da Giancarlo Lo Re, che ha creduto più di tutti al percorso della solidarietá, ricercando cantine e vini (e non solo), che sono arrivati da tutta Italia, nonostante la quantità più importante è arrivata dall’Abruzzo. Il vino poi è stato venduto in varie iniziative svoltesi ad Avezzano con l’aiuto anche dei soci: Germano Febo, Mariaceleste Di Pangrazio, Aurelia Della Rocca. Una bella iniziativa per cui tutti i soci Fisar devono andare orgogliosi.

Un nuovo corso per sommelier

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Il vino è uno dei maggiori segni di civiltà nel mondo – Ernest Hemingway

 

La cantina di Clena

vini-cantina-e-scala1LA CANTINA DI CLENA

di Giuseppe Argentieri
La prima volta fu quando avevo sedici anni. Era un sabato di Ottobre, verso sera. Gli alberi della piazza del paese sembravano tratteggiati dai pastelli di un abile pittore, con quelle foglie di intenso amaranto e caldo tabacco che solo l’autunno sa regalare. Davanti a quella porta mio cugino, più grande di un anno, con piglio sicuro e il fare saccente di chi si sente ormai uomo, sembrava fiero di iniziare anche me.
L’adolescenza porta impazienza, irrequietezza, desiderio di commisurarsi con prove “virili” per urlare al mondo che sappiamo essere grandi. Ed io volevo essere grande.
Così varcai la soglia di quella porta ed entrai. La cantina di Clena: fu là che lo conobbi! Era l’unica cantina del paese, una sorta di istituzione: ci si andava a comperare il vino, a volte in bottiglie confezionate, più spesso a prenderlo “sfuso” riempiendo bottiglie più o meno grandi e di varie forme o anche in damigiane da cinque o dieci litri.
In quello stanzone intriso di tempo i filamenti incandescenti di una lampadina posta al centro del soffitto rischiaravano le pareti di una luce giallina e debole. Salutavamo rispettosamente gli astanti dei vari tavoli che costeggiavamo per raggiungere il bancone posto in fondo alla sala. E così tra un “Salute compare” e un “Buonasera Cavaliere” arrivammo davanti alla bonaria figura di Clena  che ci chiese:
“Ragazzi che vi metto?”
Lasciai fare a mio cugino e mi ritrovai con un bicchiere di passito in mano, perché secondo lui “la prima volta è bene bere un vino dolce che scende meglio se non sei abituato”.
Dopo un comprensibile disagio iniziale cominciai a guardarmi intorno attratto dai quei crocicchi di gente riunita intorno a tavolini in legno sopra i quali brocche dal collo strozzato o fiaschi impagliati si alzavano sovente, strette tra mani sapienti, a riempire i bicchieri. Il mio timido sguardo di studente imberbe spaziava tra le botti imponenti, i marmittoni consunti del pavimento, quei cartelli di latta sui muri che intimavano “Non sputare per terra” o “Vietato bestemmiare”; a volte incrociavo lo sguardo di qualcuno degli astanti che manifestavano affetto e divertimento nei confronti di due matricole come noi.
Impressi nella memoria porto quei fotogrammi che sarebbero poi maturati nella percezione che il vino è la quiete che avvicina gli uomini, è il tramonto che spegne gli asti, è una lanterna che dona conforto, un focolare che chiama a raccolta.
Io non divenni grande quella sera, ammesso che lo si diventi mai; la fierezza di aver bevuto vino insieme ai “grandi” si leggeva bene sul mio volto e si mescolò, uscendo, a gambe molli e corpo accaldato. Fu quello il mio battesimo del vino.
Ma il vino avrebbe accompagnato altre stagioni della mia vita.
Mi fu complice tra i riflessi lucenti di calici di cristallo al lume di candela, il suo corpo vellutato scendendo liberava passione e accendeva gli sguardi di una cena romantica.
Accompagnò la goliardia degli anni giovanili, di cento scampagnate con gli amici, animandole col suo spirito novello, tramutando l’esuberanza in eccesso.
Fu la musica popolare che diffonde allegria, che riempie le strade e le piazze in festa, mescendosi coi  colori e i sorrisi e la spontaneità.
Fu il piacere della misura, il legno che trasforma l’esperienza in saggezza, la voce che sa narrare il divenire di Siddhartha, la sana follia di Macondo, la voglia di volare di Jonathan Livingston.
Il vino porta con sé un po’ di vita: è un incontro di sole, di pioggia, di terra e di amore; è la vendemmia che partorisce e il tempo che segna. In ogni calice versa un destino, racconta una storia, poi se ne va donando quello che ha.
Con me porto sempre il ricordo di quel primo bicchiere di vino che custodisco geloso, come il primo bacio.